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Le Nazioni Unite hanno conferito nel 2018 allo Stato del Sikkim il “Future Policy”, un premio dedicato a coloro che “creano migliori condizioni di vita per le generazioni presenti e future”.

La politica agricola di questo Stato indiano al confine con Nepal, Tibet e Bhutan ha vietato l’uso dei pesticidi dal 2003, anno in cui i suoi leader, guidati dal primo ministro Pawan Kumar Chamling, decisero di eliminare gradualmente i pesticidi e i fertilizzanti chimici sostituendoli con alternative sostenibili in ogni azienda agricola dello stato. Una mossa senza precedenti in India, e probabilmente nel mondo.

Questa politica ha aiutato più di 66.000 agricoltori, incrementato il turismo, favorito la fauna selvatica, migliorato l’ambiente e dato l’esempio ad altri Paesi.

L’esperienza del Sikkim dimostra che “Il 100% biologico non è più un sogno irrealizzabile ma una realtà”, ha detto Maria-Helena Semedo, vice-direttore generale dell’Organizzazione per l’alimentazione e l’agricoltura (FAO), che co-organizza i Future Policy Awards.

 

L’Agroecologia – La nuova Agricoltura

L’Agroecologia è un sistema di agricoltura associato al rispetto e alla salvaguardia dell’ambiente che include l’eliminazione di prodotti chimici, l’utilizzo di residui colturali come compost, la piantumazione di alberi nelle fattorie e la rotazione di colture per migliorare il suolo e proteggere dai parassiti. 

L’Agroecologia potrebbe aumentare i guadagni degli agricoltori e rendere le aziende agricole più forti nel tempo contribuendo alla riduzione dell’inquinamento causa di cambiamenti climatici che provocano precipitazioni irregolari ed estesi periodi di siccità ostacolando la produzione di cibo.

In un recente simposio internazionale il Direttore della Fao José Graziano da Silva ha dichiarato “La rivoluzione verde tramite l’uso esasperato di fertilizzanti e pesticidi non ha funzionato. È tempo di innovare di nuovo e questa volta innovare significa aumentare la resilienza e la sostenibilità dei nostri sistemi alimentari, con un occhio ai cambiamenti climatici. Dobbiamo offrire cibo sano, nutriente e accessibile a tutti, servizi ecosistemici sani e stabilità climatica. In questo senso, il campo emergente dell’Agroecologia può offrire diversi contributi: essendo una combinazione di scienza e saggezza culturale, pone grande enfasi sulla diversità, sinergia, il riciclaggio, l’uso efficiente delle risorse, la resilienza ecologica e socio-economico, la condivisione delle conoscenze”.

 

Cosa Accade in Italia?

Ora diamo un’occhiata a cosa accade invece in Italia dove, dopo essere stato approvato a larga maggioranza a dicembre alla Camera, sta per approdare al Senato il Disegno di legge 988, dedicato all’agricoltura biologica. Il ddl ha un ruolo fondamentale per indurre al cambiamento migliaia di aziende agricole poiché prevede finanziamenti solo per linee di ricerca specifiche per il biologico, 

Ma la senatrice a vita Elena Cattaneo, ricercatrice e docente di Farmacologia all’Università degli studi di Milano, si è posta a capo di una crociata contro il biologico per ragioni alquanto dubbie difendendo l’uso di pesticidi e fertilizzanti di sintesi che secondo lei farebbero meno danni. Parliamo di glifosato, clorpyrifos, metolaclor, triciclazolo, oxadiazon, terbutilazina. A proposito, sapete che secondo una recente ricerca l’allergia al glutine non è data dal glutine stesso ma dal glifosato utilizzato per coltivare i cereali?

Il glifosato causa il cancro e fa ammalare gli agricoltori

 

La senatrice Cattaneo fa un’altra affermazione che ci lascia molto perplessi “Nonostante l’uso di pesticidi, l’agricoltura biologica ha una resa molto bassa. Per mais, frumento, riso e soia, le quattro commodities che nutrono il mondo, il biologico produce fino al 50 per cento in meno. Per portare solo prodotti bio sulle nostre tavole, e realizzare così il “lieto fine” della favola del biologico, avremmo bisogno del doppio della terra da coltivare, sottraendola a foreste e praterie. Ma questo significa anche il quadruplo di emissioni di gas serra per effetto dei dissodamenti generalizzati. Quindi: l’agricoltura biologica, per cui il consumatore finale è disposto a pagare di più credendo di contribuire alla sostenibilità, usa anche pesticidi che inquinano e permangono nel terreno. Ipotizzare una massiccia conversione delle terre a biologico, per aumentare l’attuale 15,4 per cento delle superfici coltivate in Italia, comporterebbe un consumo di suolo enormemente maggiore per avere rese paragonabili alle attuali”.

Strano che la senatrice non sappia che il 70% delle coltivazioni viene impiegato per produrre cereali e soia per nutrire gli animali da allevamento. Strano che non sappia che la deforestazione è causata proprio da queste colture. Strano ancora che non sappia che sono proprio gli allevamenti animali e tutto l’indotto ad inquinare per più del 50% delle emissioni totali. Di tutto questo abbiamo parlato in questo articolo.

La soluzione c’è ed è alla portata di tutti. Preferire un’alimentazione 100% vegetale biologica, rispettosa dell’ambiente, della terra e di conseguenza di tutti i suoi abitanti.

Per amore di cronaca qui la risposta alla senatrice da parte di Maria Grazia Mammuccini di Federbio e portavoce della campagna “Cambia la terra”.

 

 

 

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