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Partecipare all’Evoluzione Vegetale paradossalmente può anche voler dire NON USARE PIANTE O ALBERI ma semplicemente riciclare degli scarti che altrimenti andrebbero distrutti!

In questo caso la Start Up australiana Nanollose presenta Nullarbor®, il primo filato di rayon ottenuto grazie alla conversione microbica della biomassa in cellulosa: un eco-tessuto prodotto dalla fibre del cocco, con cui rimpiazzare la viscosa ottenuta dalla polpa di legno e dal cotone.

Ma non è finita qui! Con lo stesso procedimento si possono trasformare anche scarti di birrifici o di aziende vitivinicole usando pochissima acqua ed energia. “Per creare le fibre di rayon attualmente utilizzate nell’abbigliamento è necessario abbattere un alto numero di alberi, farli a pezzi e trattarli  con sostanze chimiche pericolose; per produrre abbastanza cotone per una singola t-shirt sono necessari 2.700 litri di acqua» sottolinea Alfio Germano, Ceo di Nanollose.

In questo video viene spiegata la differenza di tempo necessario per coltivare un campo di cotone, un bosco di alberi o di bamboo. Per tutti occorrono da alcuni mesi ad anni, mentre il Nullarbor© viene prodotto in 10/15 giorni, senza bisogno di molto spazio, acqua, luce, fertilizzanti, pesticidi.

Fantastico vero?

Nel prossimo articolo ti parleremo delle Vegea®, un’azienda tutta italiana che produce pelle dagli scarti dell’uva! Non perdertelo!

Visitate il sito www.Nanollose.com, merita!

 

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