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Sicuramente ti senti rassicurato quando, a fronte dei ripetuti allarmi sulla pesca intensiva causa di super sfruttamento della fauna marina, leggi sul cartellino “Pesce allevato”.

Forse pensi di fare un acquisto responsabile e sostenibile. Ma la realtà è un’altra

Il Pesce Allevato viene nutrito per il 68% di Farina di Pesce. Ed occorrono ben 5 chili di pesce pescato in mare per produrre 1 solo chilo di farina di pesce.

L’acquisto Sostenibile di pesce non esiste quindi perché non esiste Pesca Sostenibile.

Quella che viene fatta ai pesci è una vera e propria guerra senza confini: pescherecci enormi, satelliti, radar, droni e persino elicotteri che individuano i banchi, catturati poi con centinaia di metri quadrati di reti dalle quali nessuna specie si salva.

Le specie più pregiate finiscono sulle tavole, le altre diventano farine di pesce destinate a nutrire gli animali da allevamento. Sia pesci in acquacoltura che vitelli in svezzamento, maiali e polli.

Anche nei Paesi più poveri dove si pesca con piccole imbarcazioni, i pescatori vendono il pescato della giornata alle grandi industrie che lo trasformano in farina di pesce.

Una recente inchiesta del giornale inglese The Guardian ha portato alla luce questo mercato nel Gambia, un piccolo Paese africano. Prima dell’arrivo delle fabbriche di farine di pesce cinesi i pescatori vendevano al mercato locale solo piccole quantità di pesce perché anche lì ormai il pesce scarseggia.

Ora invece di pescare una volta al giorno, escono fino a 5 volte al giorno e vendono tutto alle fabbriche di farine. Il Governo del Gambia ha preso una decisione poco lungimirante accogliendo queste “aziende-locusta”.

Aziende cinesi, coreane e russe che si sono insediate anche in Senegal, in Perù, in Cile e tanti altri Paesi.

Come afferma Stefano Liberti nel suo recente libro, I Signori del Cibo, “Le aziende-locusta rastrellano i mari, trasformano e commercializzano, a seconda della disponibilità delocalizzano i loro impianti. Una vera e propria corsa all’oro degli oceani che vede coinvolti navi ed equipaggi di tutte le nazionalità, dagli spagnoli ai francesi, dai coreani ai cinesi, dai giapponesi ai filippini. La voracità dei colossi del settore destabilizza la pesca locale, alterando equilibri e sovranità alimentare. Si tratta di una vera e propria colonizzazione che accomuna le voraci mire imprenditoriali ai potentati locali e nazionali.”

Dopo aver quasi completamente sfruttato la fauna marina di superficie, i pescherecci stanno pescando in acque profonde, fino a 2000 metri, distruggendo i fondali e la fauna marina più vulnerabile perché a crescita, maturità sessuale e riproduzione più lenta. Un patrimonio di biodiversità inestimabile che necessita di secoli per essere ricomposto.

Oltre ad essere causa involontaria di super sfruttamento della fauna marina, i pesci allevati in acquacoltura sono costretti a vivere in vasche sovraffollate, immersi tra le proprie feci, vittime di parassiti e malattie della pelle che si cerca di curare con un grande uso di antibiotici. Antibiotici che causano antibiotico resistenza come abbiamo scritto qui.

L’acquacoltura non è la soluzione quindi, ma una vera catastrofe.

Per quanto già riferito anche acquistare pesce di mare è una scelta drammatica. Gli oceani vengono depredati giornalmente e si stima che di questo passo entro il 2048 potrebbero diventare asfittici, delle enormi pozze di acqua stagnante prive di vita.

Se moriranno gli oceani, grandi fornitori di ossigeno, anche la nostra vita sarà in pericolo.

A fronte di tutto ciò abbiamo ancora la possibilità di fare scelte consapevoli.

Un’alimentazione 100% vegetale è realmente sostenibile, sana, tutela l’ambiente e tutti gli abitanti del Pianeta. L’unica scelta Consapevole e Smart

 

 

 

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